Essere un artista - Soglia di Presenze - dipinto di Paolo Amoretti

Essere un artista: il luogo dove visione, società e identità si incontrano

Essere un artista non è una professione, ma una condizione dell’essere: un modo di percepire il mondo e di trasformare ciò che esiste — e ciò che non esiste ancora — in immagine, intuizione, segno.

Essere un artista significa abitare uno spazio intermedio: una soglia tra realtà e visione, tra ciò che è visibile e ciò che emerge dall’inconscio.

L’artista come soglia vivente

Ogni artista vive su un confine: tra luce e ombra, tra intuizione e coscienza, tra individuo e società.
L’arte accade in questo margine sottile, dove l’esperienza si dissolve e si ricompone in nuove forme.

Qui nasce il potere di essere un artista: non creare oggetti, ma permettere che qualcosa del mondo prenda forma attraverso di noi.


Intenzione, visione e disgregazione

Il gesto artistico non è solo tecnica: è intenzione, impulso, risonanza.
L’intenzione guida la mano, sceglie il segno, definisce la luce.

Ma la creazione non è lineare.
È un movimento di costruzione e disgregazione, dove ogni passo avanti implica un ritorno indietro.
Si attraversano errori, cedimenti, intuizioni improvvise, fino a trovare un equilibrio instabile e vivo.

Questa dinamica è la luce e l’ombra del processo creativo.

Arte come specchio sociale

L’arte non vive fuori dal mondo.
Ogni artista dialoga con il proprio tempo, anche quando lavora nel silenzio.
Viviamo in un’epoca frammentata, veloce, percettivamente discontinua: è qui che l’artista diventa una voce laterale, necessaria.

La funzione sociale dell’arte non è nel consenso, ma nella risonanza.
L’opera non deve rassicurare: deve risvegliare.

Onirismo e realtà: due facce della stessa percezione

L’onirismo non è fuga, ma strumento.
Il sogno rivela strutture profonde del reale: le incrinature, i simboli, i contenuti nascosti.

Nel momento in cui il sogno si disgrega — perde logica, forma e continuità — apre un varco verso la verità emotiva delle cose.

Il mio percorso artistico vive proprio qui:
tra presenza e discontinuità, tra immagine e dissoluzione, tra realtà e onirismo.

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